MISTERO

La ragazza ritornò, portando con sé questa volta un vocabolario, non certo l’oggetto più adatto in quel luogo, e la Bibbia. Ora stava leggendo, su quest’ultima, “ogni mistero vi sarà svelato”, per poi gettare un occhio implorante sull’altro libro, aperto, le pagine svogliatamente mosse dal timido vento autunnale. Leggeva, sul vocabolario, quel significato che andava cercando, ma non lo trovava.

Posò una mano sulla lapide, fredda, gelida, e poi sul cuore, desiderando trovarlo altrettanto freddo e gelido, e invece lo sentì, sotto la sua mano, caldo e pulsante. Scosse la testa, e si alzò, allontanandosi nel tramonto infuocato, una muta e singola lacrima ad accompagnare il suo cammino.

Una voce l’apostrofò, e la ragazza si girò, ricevendo meccanicamente in mano ciò che le si porgeva, e meccanicamente ringraziando, solo vagamente consapevole del continuo chiacchiericcio di colei che ora vedeva allontanarsi, vaga ed eterea figura, indistinta, mentre riprendeva il suo triste incedere.

E fu sera.

E fu sera per una ragazza, persa nell’oscurità della sua camera, distesa insonne sul letto, un ciuffo di capelli rossi che si distingueva alla luce della luna lasciata dolcemente entrare dalla finestra socchiusa.

Un sospiro, o forse un alito di vento.

E fu sera anche per una donna, in poltrona accanto al marito, una donna che, improvvisamente, mentre lo schermo lampeggiava inutili immagini frenetiche, ebbe un sussulto. Una scossa di spalle e un sorriso tirato ma efficace, riuscirono a distendere la ruga che si era increspata sulla fronte del marito, ma non sortirono il medesimo effetto sul suo animo.

Perché aveva letto il nome della ragazza prima di riconsegnarle la carta d’identità. E perché il suo occhio solo ora le restituiva ciò che aveva distrattamente letto, un nome, inciso sulla lapide davanti alla quale la ragazza era inginocchiata. E i due nomi, quei due nomi che ora scintillavano come neon impazziti nella sua mente, novelli soli esplosi a piena consapevolezza, ebbene, quei due nomi erano il suo nome.

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