DON CABALLERO


C’era una volta un rullino, scattato ad un concerto, non esposto molto bene, ma non per questo meno degno di essere sviluppato. Fu tarato per una luce più buia di quella che c’era, tirato come si dice in gergo, ma risultà che lo sviluppatore non tenne questo fatto in considerazione. Ne uscì una lunga striscia scura, quasi nera, di negativo, oltretutto male tagliato in quanto lo sviluppatore disse: “E come vedevo dove finiva la foto? I numeri erano tutti sballati, e il negativo tutto nero! Tienti il negativo e scordati di caverne delle stampe”. Risultò che il fotografo, che aveva faticato tanto per scattare quelle immagini, ne fu molto indispettito, e ripose le striscie male tagliate dentro il cilindretto di plastica del rullino. E poi se ne scordò. Passò un anno, e poi due, e poi dieci, e il fotografo, intanto, scattava e scattava. Ogni tanto ripensava a quel rullino, una volta arrivò addirittura a cercarlo, ma aveva effettuato più di un trasloco, e chissà dov’era finito quel cilindretto nero, senza etichetta, solo un misero e anonimo cilindretto di plastica nero. Poi, un giorno, il cilindretto rotolò fuori da un cassetto, in molto molto casuale, o forse no? Forse era ora che, con le nuove tecnologie, si provasse a vedere di cavare fuori qualcosa di buono da quella lunga striscia nera. E così fu che il fotografo si mise all’opera, con un moderno scansionatore di pellicole, con i moderni programmi digitali, per mostrare agli altri ciò che egli aveva visto e fotografato, ormai quasi vent’anni prima. Ed ecco il risultato, malamente tagliato e raffazzonato, ma affascinante forse proprio per questo. Al fotografo questo lavoro piace. Ora è tempo della sentenza pubblica.

Once there was a roll of film, taken at a concert, not exposed very well, but no less worthy of being developed. Was calibrated for a darker light than there was, but the developer did not keep this fact into account. He came out a long dark stripe, almost black, moreover badly cut as the developer said: “And as I saw where it ended the photos? The numbers were all unpacked, and the negative all black! Hold back the negative and forget to draw from it some prints “. It turned out that the photographer, who had done so much for taking those pictures, he was very angry, and put the stripes badly cut in the roll of the plastic cylinder. And then he forgot it. A year passed, and then two, and then ten, and the photographer, meanwhile, snapped and snapped. Every so often thought back to that film, once even he came to look for him, but who knows where was the black cylinder, with no label, just a miserable and anonymous black plastic cylinder. Then, one day, the barrel rolled out of a drawer, in a very very casual, or maybe not? Perhaps it was now that, with new technologies, it was like to see get something good out of that long black strip. And so it was that the photographer went to work with a modern scanner, with modern digital programs, to show others what he had seen and photographed, almost twenty years ago. And here’s the result, badly cut and patched, but fascinating perhaps because of it. The photographer likes this work. Now it’s time for the public judgment.

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