LEICAQ_impressioni


Purtroppo io non sono un LeicaQ_Lo, quindi la mia recensione della nuova uscita della casa tedesca sarà estremamente imparziale, esclusivamente dal mio punto di vista. Lo so che deluderò molti, e mi attirerò le ire di altri, ma sic est, if you care! Oggi mi sono sorbito 4 ore di treno per fare 290 km, andata e ritorno, per giungere nell’amena città oggetto dei miei studi universitari, ovverossia la dotta Bologna. Ivi è da poco nato il Leica Store, e proprio il Leica Store ha acconsentito alla mia richiesta di provare la Leica Q per una giornata. Ed ecco, arrivato a destinazione, tacendo dei disservizi delle ferrovie, mi accorgo che la tanto agognata macchina fotografica mi è stata consegnata…con la batteria scarica! Leica equivale a Ferrari, se vogliamo osare un paragone automobilistico, quindi immaginate di riuscire ad avere una Ferrari per qualche ora e scoprire che…manca la benzina! L’inizio, diciamo, non è stato dei più felici, però non ho detto nulla e, fino a che la batteria ha retto, ho scattato, ricavandone le seguenti impressioni. Ci sono delle cose che in una macchina fotografica da 4000 euro non mi aspettavo, senza entrare nei tecnicismi, per esempio, manca il “posto” per qualche dito, dove lo mettiamo il mignolino? La macchina è poco più grande di una compatta, con l’obiettivo che, al contrario, è molto grande e non nasconde la sua imponenza, quando, invece, la dote principale di una Leica è di essere quanto più possibile invisibile. L’obiettivo, infatti, è un 28 mm, quindi un grandangolare che per giustificare una foto decente necessità di una estrema vicinanza al soggetto. Cosa che io ho prontamente fatto, ma ero conscio della mia bella visibilità. Al contrario della mia “misera” M6 a pellicola, più grande e pesante come corpo macchina, ma tutta nera e anonima, e con il summilux 35 mm che sembra poco più del tappo, da quanto è piccolo! E il mirino? Abituato a quello luminosissimo della M6, ho sofferto a guardare in quel “buco nero”, prendendo infine la dolorosissima decisione di scattare guardando e inquadrando dallo schermo! E vabbè, accontentiamoci. Bene, bene, scattiamo, poi la pila mi lascia a metà, torno al negozio, cambiamo pila, una nuova, ma, ahimè, le pile nuova arrivano scariche! Quindi, ho fatto un altro piccolo giretto, sempre nel centro di Bologna, fino a che me lo ha permesso questa seconda pila. Ed ecco le foto, poche, secondo me…vabbè, non dico nulla, ne spiego qualcuna.

Questa del vecchietto, appena uscito dal negozio, forse è la meglio (pensa un po’ le altre!) Presa al volo. Non posso negare l’ottimo bilanciamento luci/ombre e la nitidezza dell’immagine.

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Appena più in là ci sono le Torri, quindi mi sono arrampicato su quella degli Asinelli. Ecco qualche foto all’interno e in cima, ottima prova della macchina al buio. Altre foto non sono venute bene perché ho pasticciato con tutti quei pulsantini, troppi secondo me, ci vuole più semplicità.

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Sceso dalla Torre, chi incontro? Un simpatico predicatore con due giovanotti intenti a discutere di teologia applicata ai tortellini!

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E in Piazza Maggiore mi siedo a fianco di questa ragazza, armeggio con la macchina, le mi nota, sorride, e io scatto, ma…cilecca! La macchina ci pensa e poi scatta…perché? Perché c’era attivato l’autofocus! Che non ha ben focheggiato subito e ha perso l’attimo del sorriso, cogliendo l’attimo successivo della ragazza girata dall’altra parte. Che peccato, foto da buttare, messa comunque qui a scopo didattico. Testone io che ho impostato l’autofocus. La Leica Q, infatti, permette anche di operare completamente in manuale, è chiaro che in questo caso ho sbagliato io.

LEICAQ_021

Andiamo avanti con l’ultima della serie, attimo di sole ferocissimo fra un andirivieni di luci e ombre causato da nuvoloni bassi e neri. Finalmente qui la Q si comporta come si deve, ed ottengo l’immagine che voglio, solo nero e ombre e le due luci gialle che comandano la scena. Questa mi piace.

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E così è finita anzitempo la prova della Leica Q. Giudizio: bella, sì , ma mi tengo la mia M6 a pellicola. Con buona pace di chi mi odierà per questo. Alla prossima.

 

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