EVEN MEDUSA IS HORRIFIED


Anche la Medusa inorridisce, e lo fa di fronte alle persone che le si presentano con smartphone, telefoni, macchine fotografiche, video, tutti collegati e connessi, ma con il cervello staccato. Solo un tipo, con una strana e piccola macchina fotografica nera, con un bollino rosso, si è fermato a guardarla. Medusa voleva ringraziarlo, poi ha notato che il tipo parlava sottovoce, da solo, e quasi si commuoveva di fronte allo scudo su cui è dipinta tale figura mitologica. Non è possibile creare un mondo di non-persone, già esistono i non-luoghi, aggregati di masse, variamente civilizzate, che vivono ignare ognuno dell’altro. E l’altro è vissuto come alieno a sè, come “alter”, e non come prossimo, vicino a sè. La bolla di sapone è però effimera, e per quanto grossa, esplode, prima o poi. Questo Medusa lo sa, ed è per questo che si rattrista. Nella sua sconcertante bellezza, diviene oggetto morboso di inutile condivisione, interesse che scema nel momento del “share”, parificata ad un piccione che defeca, o ad un automezzo di trasporto della nettezza urbana. Il tipo questo pensa, e Medusa lo sente, ed è d’accordo. Il tipo se ne va, rapito da un altro quadro. E per fortuna lo vede.

Medusa is also horrified, and does it in front of people that present themselves with smartphones, phones, cameras, video, all linked and connected, but with the brain removed. Only a guy with a strange and small black camera with a red dot, he stopped to look at her. Medusa wanted to thank him, then he noticed that the guy spoke quietly, alone, and almost was moved by the shield on which is painted this mythological figure. You can not create a world of no-people, already there are no-places, aggregated masses, variously civilized, living each unaware of the other. And the other is experienced as alien to himself, as “alter”, and not as a neighbor, close to himself. The soap bubble is but ephemeral, and how big, explode sooner or later. Medus knows this, which is why it is sad. In its staggering beauty, it becomes the object of morbid unnecessary sharing, interest that fades when the “share”, equalized with a pigeon defecate, or a motor vehicle of transport garbage. So thinks the guy, and Medusa feels, and she agrees. Then the guy goes away, kidnapped by another framework. And fortunately he sees it.

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