Tribute to Caspar David Friedrich


NASCITA DI UNA FOTO

Ne ho visti tanti, che passavano, tutti con i loro “smartphone”, pronti a fare “smartphoto”, incuranti dell’immagine potente e spettacolare che offriva la Natura. Effimera, con la calante luce del tramonto che, lentamente ma in modo inesorabile, si stava spegnedo. E allora, a cosa serve avere la possibilità di scattare se il cervello non concepisce oltre il “selfie”? E non concepisce lo sforzo minimo necessari oepr realizzare una decente inquadratura della scena che gli occhi annoiati registrano e dimenticano? Ma io vedo, io non dimentico, io ascolto. Perché l’albero mi ha chiamato, ho girato un attimo il collo, ero con la piccola Leica, a caccia di foto “stradali”, ma la forza del quadro mi ha richiamato. “Raffy”, ho gridato a mia moglie, sembravo un matto, “Guarda, guarda! Friedrich!”. E senza pensarci un attimo, sono saltato sul muretto, mentre sentivo mia moglie sussurrare, preoccupata…”ma il ginocchio? Guido, ti sei operato da poco…”. Chi mi aveva fato uscire di casa con la pesante borsa fotografica, non solo la piccola a telemetro? Non lo so, forse la sensazione che avrei trovato “l’immagine”, forse la paura di una visita “ladresca” mi avevano convinto ad uscire con la Canon. Comunque, eccomi lì, sul muretto, ed esistevo solo io e Friedrich. “Arriviamo al dunque pittore-pensai-allora è così che vedesti quando dipingesti l’abero con i corvi, o l’abbazia nel querceto, o il viandante nella nebbia, o le scogliere ripide. Questi alberi spogli e storti, questa luce di fuoco, quest’atmosfera romantica a tenebrosa. Bene, non ho un pennello ma adesso pitturo anche io.” Pensai subito a come volevo uscisse la fotografia, era già nella mia testa. Questa è una peculiarità che chi non nasce con l’arte infusa non saprà mai. Non è sufficiente scattare, è necessario avere in mente prima di scattare il perché; devi sapere cosa vuoi, come lo vuoi, dove lo vuoi. E se capisci che non verrà come tu vuoi, è bene intendere che esiste anche la rinuncia lal fotografia. Questo non era il caso, qui ci voleva la sagoma nera, tutta nera dell’albero e del fogliame circostante, e il cielo a mille colori, un taglio centrato sull’albero e la composizione che rispettasse il “peso” dei diversi elementi, vale a dire quanta parte nera rispetto a quanta parte colorata nella foto. Qualche foto preparatoria, sono partito con il grandangolare estremo, l’occhio di pesce, ma veniva troppo nero, quindi il medio 17 mm vidi che era parfetto. Ed ccola qui, la foto, opportunamente ridipinta, perché la post-produzione, se seve per realizzare ciò che si ha in testa, è solo un bene.

FRIEDRICH

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...